Per inviare una newsletter con HubSpot servono cinque passaggi: una lista di destinatari con consenso, un’email creata in Marketing → Email, un template con i blocchi drag and drop, un test su più client di posta, e l’invio programmato con l’analisi dei risultati. Il tutto richiede circa un’ora la prima volta e mezz’ora quando hai il tuo template.
Questa guida segue l’ordine in cui lavoro io, non quello dei menu di HubSpot: prima chi la riceve, poi cosa contiene, poi come si invia. Vale per Marketing Hub Starter, Professional ed Enterprise; con il piano Free puoi inviare email di marketing con il marchio HubSpot e limiti mensili.
Prima di tutto: chi riceve la newsletter
La qualità della newsletter si decide nella lista. Tre controlli:
- Contatti di marketing: in HubSpot puoi inviare email di marketing solo ai contatti impostati come “contatti di marketing” (che sono quelli conteggiati nel piano). Verifica la lista in Contatti → Azioni → Imposta come contatti di marketing.
- Consenso e tipo di iscrizione: crea un tipo di iscrizione “Newsletter” (Impostazioni → Marketing → Email → Tipi di iscrizione) e includi solo chi ha dato quel consenso. Chi si iscrive dal form deve finire lì.
- Una lista attiva “Newsletter” con criteri: contatto di marketing, iscritto al tipo Newsletter, email valida (non hard bounce), non disiscritto. Si aggiorna da sola a ogni invio.
Se stai importando una lista da un altro strumento, importa anche lo stato di iscrizione e i disiscritti: inviare a chi si era già cancellato è il modo più veloce per finire nello spam.
Passo 1: creare l’email
- Vai su Marketing → Email e clicca Crea email.
- Scegli Normale (invio unico a una lista). “Automatizzata” serve per i workflow, “Blog/RSS” per gli invii automatici dei nuovi articoli.
- Scegli un template: quelli di HubSpot vanno bene per partire; dopo il primo invio salva la tua versione come template personalizzato.
- Dai un nome interno riconoscibile (es. “NL 2026-10 ottobre”): lo vedrai nei report per anni.
Passo 2: costruire il contenuto
L’editor è a blocchi (testo, immagine, pulsante, divisore, colonne). Le scelte che incidono sui risultati:
- Struttura: un’apertura di 3–4 righe con il perché di questa newsletter, 3–5 contenuti con titolo, due righe e un link, una chiusura con un invito a rispondere. Le newsletter che funzionano nel B2B sono corte e regolari.
- Personalizzazione: inserisci i token (Personalizza → Nome) con un valore predefinito per chi non ha il nome compilato. Non esagerare: il nome nel saluto basta.
- Immagini: leggere (sotto i 200 KB), con testo alternativo; molte caselle le bloccano di default, il messaggio deve reggere anche senza.
- Link: HubSpot aggiunge i parametri UTM in automatico se lo attivi nelle impostazioni dell’email (Impostazioni → Tracciamento): così in GA4 vedi il traffico della newsletter.
- Footer: nome e indirizzo fisico dell’azienda e link di disiscrizione sono inseriti da HubSpot e obbligatori; non rimuoverli.
Passo 3: impostazioni, oggetto e mittente
Nella scheda Impostazioni dell’email:
- Mittente: nome di una persona reale con l’azienda (“Samuele di Netcomm”) e un indirizzo su un dominio collegato e autenticato. Se il dominio non è connesso, HubSpot invia “per conto di” e la deliverability ne risente.
- Oggetto: sotto i 50 caratteri, concreto, senza maiuscole gridate né troppi punti esclamativi. Il testo di anteprima completa l’oggetto, non lo ripete.
- Tipo di iscrizione: Newsletter (così chi si disiscrive lo fa solo da questa).
- Lingua e testo semplice: HubSpot genera la versione testuale in automatico; controllala.
Passo 4: testare (davvero)
- Anteprima desktop e mobile, e anteprima “come un contatto” per vedere i token compilati.
- Invia email di prova a te e a un collega, su almeno Gmail, Outlook e un telefono. Clicca ogni link.
- Con Professional puoi fare un test A/B sull’oggetto o sul contenuto: HubSpot invia le due versioni a una parte della lista e poi la vincente al resto. Usalo quando la lista supera qualche migliaio di contatti, altrimenti il risultato non è significativo.
- Controlla la scheda Rivedi: HubSpot segnala link mancanti, immagini senza testo alternativo, footer, dimensione.
La checklist che uso prima di ogni invio: lista giusta, mittente giusto, oggetto letto ad alta voce, tutti i link cliccati, versione mobile vista, data e ora corrette.
Passo 5: inviare o programmare
Nella scheda Invia o programma scegli la lista (e le eventuali liste da escludere: ad esempio i clienti a cui invii un’altra comunicazione), poi:
- Invia ora, oppure
- Programma per una data e ora. Per il B2B italiano il martedì o il giovedì tra le 8 e le 10 restano i momenti più affidabili; ma la regola vera è la costanza: stesso giorno, stessa ora.
Con Professional puoi attivare l’invio nel fuso orario del contatto; nel B2B nazionale non serve.
Dopo l’invio: cosa leggere nei report
Apri l’email in Marketing → Email e guarda le Prestazioni:
| Metrica | Cosa dice | Attenzione |
|---|---|---|
| Consegnate / bounce | Salute della lista | Hard bounce sopra il 2%: lista da pulire |
| Tasso di apertura | Interesse per oggetto e mittente | Gonfiato dalla protezione privacy di Apple Mail: usalo solo per confronti nel tempo |
| Tasso di click | Interesse per il contenuto | La metrica più affidabile; guarda quali link |
| Disiscrizioni e segnalazioni spam | Fastidio | Spam sopra lo 0,1%: fermati e rivedi lista e frequenza |
| Risposte | Relazione | Nel B2B vale più di tutto: rispondi |
Dopo tre o quattro invii confronta i click per sezione: la newsletter si riscrive intorno a ciò che la gente clicca davvero.
Domande frequenti
Si può inviare una newsletter con HubSpot gratis?
Sì, con limiti mensili di invio e il marchio HubSpot nel footer. Per un uso professionale serve almeno Starter.
Perché la mia newsletter finisce nello spam?
Nell’ordine: dominio non autenticato (SPF, DKIM, DMARC), lista con contatti senza consenso o vecchi, troppe immagini e poco testo, frequenza irregolare.
Posso inviare automaticamente i nuovi articoli del blog?
Sì, con l’email di tipo Blog/RSS, che legge il feed e invia a una lista con la frequenza che scegli.
